Indipendenti: quale previdenza per la vostra pensione?

Di Hippolyte Surer, fondatore di RetirePlan · Aggiornato a giugno 2026

In Svizzera, gli indipendenti non sono soggetti al 2° pilastro obbligatorio. Senza un datore di lavoro che versi al loro posto, rischiano una lacuna previdenziale importante se non si organizzano. Questa guida riepiloga le opzioni di pensionamento degli indipendenti: AVS, 2° pilastro facoltativo, 3° pilastro ampliato e risparmio privato.

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AVS: obbligatoria anche per gli indipendenti

Il 1° pilastro resta obbligatorio: in quanto indipendente, versate i contributi AVS sul vostro reddito, a un'aliquota a esso propria. Questi contributi aprono il vostro diritto alla rendita AVS, come per un salariato.

È importante dichiarare correttamente il vostro reddito e colmare eventuali lacune contributive, poiché ogni anno mancante riduce la vostra futura rendita del 1° pilastro.

Nessun 2° pilastro obbligatorio

Contrariamente ai salariati, gli indipendenti non sono automaticamente affiliati a una cassa pensione. È la principale fonte di lacuna: senza 2° pilastro, gran parte del reddito sostitutivo atteso al pensionamento viene a mancare.

Ciò rende la previdenza facoltativa ancora più importante. Spetta a voi ricostituire, con altri mezzi, il capitale che un 2° pilastro avrebbe costituito.

Affiliarsi volontariamente al 2° pilastro

Gli indipendenti possono affiliarsi volontariamente a un istituto di previdenza: quello della loro associazione professionale, quello del loro personale se ne impiegano, o una fondazione collettiva. I contributi sono allora deducibili e l'avere è protetto.

Questa opzione permette anche di sfruttare i riscatti, una potente leva fiscale per i redditi elevati. Merita di essere confrontata con una strategia incentrata sul 3° pilastro.

Il pilastro 3a ampliato

Gli indipendenti senza 2° pilastro beneficiano di un limite 3a più elevato: possono versare una percentuale del loro reddito, fino a un importo massimo fissato ogni anno, e dedurla dal loro reddito imponibile.

Questo 3a ampliato è lo strumento di previdenza centrale di molti indipendenti. Versare il massimo ogni anno e detenere più conti per scaglionare i prelievi ottimizza sia il risparmio sia la fiscalità.

Costruire un piano coerente

La buona strategia combina spesso un'AVS ben versata, un 3a ampliato massimizzato, talvolta un 2° pilastro facoltativo, e un risparmio o investimenti privati. La sfida è evitare la lacuna gestendo al contempo la fiscalità e la liquidità dell'azienda.

RetirePlan quantifica la vostra situazione da indipendente, mette in evidenza l'eventuale lacuna e confronta le opzioni per colmarla al miglior costo.

Domande frequenti

Gli indipendenti versano contributi all'AVS?

Sì. L'AVS è obbligatoria per gli indipendenti, che versano contributi sul loro reddito a un'aliquota specifica. Questi contributi aprono il diritto alla rendita del 1° pilastro, come per un salariato.

Un indipendente ha un 2° pilastro?

Non automaticamente. Gli indipendenti non sono soggetti al 2° pilastro obbligatorio. Possono tuttavia affiliarvisi volontariamente, tramite la loro associazione professionale o una fondazione collettiva.

Quale 3° pilastro per un indipendente?

Gli indipendenti senza 2° pilastro beneficiano di un limite 3a più elevato: una percentuale del reddito fino a un massimo annuo, deducibile dal reddito imponibile. È spesso il loro principale strumento di previdenza.

Come evitare una lacuna previdenziale da indipendente?

Versando correttamente i contributi all'AVS, massimizzando il 3a ampliato, valutando un 2° pilastro facoltativo e completando con un risparmio privato. Un piano quantificato permette di misurare e colmare la lacuna.

Per saperne di più

Fonti : AVS / AI (statuto di indipendente), LPP (affiliazione facoltativa), OPP3 (3a degli indipendenti), amministrazioni cantonali delle imposte.

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