Divorzio e cassa pensione: come funziona il conguaglio della previdenza professionale

Di Hippolyte Surer, fondatore di RetirePlan · Aggiornato a ottobre 2026

In caso di divorzio non si divide solo la sostanza, ma anche la cassa pensione. Quanto i due coniugi hanno accumulato nel 2° pilastro durante il matrimonio viene di principio diviso a metà. Questa guida spiega quale avere viene preso in considerazione, che cosa vale se è già in corso una rendita, quando si può evitare di dividere la cassa pensione, dove confluisce il denaro e come colmare in seguito la lacuna che si è creata.

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Il principio: divisione a metà delle prestazioni d'uscita

Il conguaglio della previdenza professionale è disciplinato dagli art. 122–124e del Codice civile (CC), nella versione riveduta in vigore dal 1° gennaio 2017. Si dividono le pretese della previdenza professionale acquisite durante il matrimonio, dalla data delle nozze fino all'avvio della procedura di divorzio. Fa stato quindi non la data della sentenza, ma il giorno in cui è stata depositata la domanda di divorzio.

Per ciascun coniuge si calcola la prestazione d'uscita al momento dell'avvio della procedura, dedotta la prestazione d'uscita al momento del matrimonio (con gli interessi). Vi rientrano gli averi nella cassa pensione, sui conti e nelle polizze di libero passaggio, nonché i prelievi anticipati per la proprietà d'abitazioni (PPA) effettuati durante il matrimonio. Ogni coniuge ha diritto alla metà dell'avere dell'altro; nella pratica viene trasferita solo la differenza.

Non si dividono i versamenti unici che secondo la legge provengono da beni propri, ad esempio un riscatto finanziato con un'eredità che costituiva comprovatamente un bene proprio. Questa provenienza dovete essere in grado di dimostrarla.

Pilastro 3a, 3b e abitazione: esclusi dal conguaglio della previdenza

Il pilastro 3a e il pilastro 3b non fanno parte del conguaglio della previdenza professionale. Rientrano nella liquidazione del regime dei beni. Nel regime ordinario della partecipazione agli acquisti, l'avere 3a accumulato durante il matrimonio è considerato un acquisto e viene di principio anch'esso diviso a metà, ma secondo altre regole e non tramite la cassa pensione.

Il capitale già prelevato dalla cassa pensione prima del divorzio, ad esempio al pensionamento, non è più un avere di previdenza: anch'esso viene trattato secondo il diritto dei beni. In regime di separazione dei beni, il risultato può essere molto diverso.

Esempio di calcolo: chi trasferisce quanto?

I coniugi Fumagalli si sono sposati nel 2010 e hanno depositato la domanda di divorzio nel 2026. Il signor Fumagalli ha accumulato durante il matrimonio CHF 235'000 nella cassa pensione, la signora Fumagalli CHF 80'000, perché dopo la nascita dei figli ha lavorato a tempo parziale.

Ciascuno ha diritto alla metà dell'avere dell'altro. Il signor Fumagalli deve quindi CHF 117'500, la signora Fumagalli CHF 40'000. Dopo la compensazione, la cassa pensione del signor Fumagalli trasferisce CHF 77'500 all'istituto di previdenza della signora Fumagalli. In seguito entrambi dispongono di CHF 157'500 ciascuno di avere maturato durante il matrimonio.

Conguaglio della previdenza per un matrimonio dal 2010 al 2026 (esempio)
IndicatoreSignor FumagalliSignora Fumagalli
Prestazione d'uscita all'avvio della proceduraCHF 330'000CHF 104'000
Prestazione d'uscita al matrimonio, con interessiCHF 95'000CHF 24'000
Acquisita durante il matrimonioCHF 235'000CHF 80'000
Metà spettante all'altro coniugeCHF 117'500CHF 40'000
Pagamento compensativo (differenza)− CHF 77'500+ CHF 77'500
Avere dopo il conguaglioCHF 252'500CHF 181'500

Esempio semplificato. Il conguaglio avviene proporzionalmente sulla parte obbligatoria e su quella sovraobbligatoria. Gli importi esatti sono calcolati dagli istituti di previdenza.

Se è già in corso una rendita

Se all'avvio della procedura di divorzio un coniuge percepisce già una rendita di vecchiaia della cassa pensione, o una rendita d'invalidità dopo l'età di riferimento, non c'è più alcuna prestazione d'uscita da dividere. Il giudice divide allora la rendita secondo il proprio apprezzamento (art. 124a CC), tenendo conto in particolare della durata del matrimonio e dei bisogni previdenziali di entrambi i coniugi.

La quota di rendita attribuita viene convertita in una rendita vitalizia per il coniuge avente diritto. La cassa pensione del coniuge debitore la versa all'istituto di previdenza dell'avente diritto oppure, se quest'ultimo è già in pensione, di regola direttamente a lui. Il diritto non si estingue con il decesso dell'ex coniuge debitore.

Se un coniuge percepisce una rendita d'invalidità prima dell'età di riferimento, si considera la prestazione d'uscita ipotetica a cui avrebbe diritto se l'invalidità venisse meno (art. 124 CC).

Non dividere la cassa pensione in caso di divorzio: quando è possibile?

Una rinuncia non è semplice. Nella convenzione sulle conseguenze del divorzio i coniugi possono derogare alla divisione a metà o rinunciarvi del tutto, ma solo se resta garantita un'adeguata previdenza per la vecchiaia e l'invalidità di entrambi (art. 124b cpv. 1 CC). Il giudice lo verifica d'ufficio. Una rinuncia inserita in un contratto matrimoniale prima del matrimonio non è vincolante.

Anche il giudice può attribuire meno della metà o rifiutare la divisione se vi sono motivi gravi, ad esempio quando la divisione a metà risulterebbe iniqua in considerazione della liquidazione del regime dei beni o della situazione economica dopo il divorzio, oppure in ragione dei bisogni previdenziali, ad esempio in caso di grande differenza d'età (art. 124b cpv. 2 CC). Più della metà è possibile solo eccezionalmente, ad esempio se il coniuge avente diritto si occupa dei figli comuni dopo il divorzio.

Casi tipici di rinuncia: entrambi hanno averi di entità simile, il matrimonio è stato breve, oppure il coniuge avente diritto dispone di una previdenza propria equivalente, ad esempio come indipendente con una sostanza considerevole. Fate verificare un simile accordo sul piano giuridico.

Dove va il denaro e come colmare la lacuna?

L'importo trasferito resta vincolato. Va alla cassa pensione del coniuge avente diritto oppure, se questi non è affiliato a una cassa pensione, su un conto di libero passaggio. Un pagamento in contanti è possibile solo nei casi eccezionali previsti dalla legge. Se una divisione tramite la previdenza non è possibile, il coniuge debitore deve un'indennità adeguata (art. 124e CC).

Il coniuge che ha dovuto pagare si ritrova con una lacuna previdenziale. Può effettuare un riacquisto nella cassa pensione fino all'importo trasferito (riacquisto dopo il divorzio, art. 22d LFLP). Questo riacquisto è deducibile dal reddito imponibile come un riscatto ordinario ed è esentato dalle limitazioni abituali. Nell'esempio, senza riacquisto il signor Fumagalli perde, con un'aliquota di conversione del 6,8 %, circa CHF 5'270 di rendita all'anno. I cantoni non valutano in modo uniforme se dopo un riacquisto si applichi il blocco triennale per i prelievi di capitale: chiarite la questione in anticipo con l'amministrazione delle contribuzioni.

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Dopo un divorzio cambiano contemporaneamente cassa pensione, AVS (splitting dei redditi), imposte e budget. In RetirePlan inserite la vostra nuova situazione, testate un riacquisto su più anni e vedete da quale età potete permettervi il pensionamento, gratuitamente e con tutti gli scenari che volete.

Per una valutazione da parte di un esperto è disponibile in opzione un'analisi personalizzata; il pianificatore resta gratuito. Per gli aspetti giuridici del divorzio rivolgetevi a un'avvocata, a un avvocato o a un servizio di mediazione.

Domande frequenti su divorzio e cassa pensione

In caso di divorzio la cassa pensione viene sempre divisa?

Di principio sì: le prestazioni d'uscita accumulate durante il matrimonio vengono divise a metà. Sono possibili deroghe solo se resta garantita un'adeguata previdenza per entrambi o se il giudice riconosce motivi gravi.

Quale periodo conta per la divisione?

Dal giorno del matrimonio fino all'avvio della procedura di divorzio, cioè al deposito della domanda di divorzio. Quanto risparmiato prima del matrimonio, interessi compresi, resta al rispettivo coniuge.

In caso di divorzio si divide anche il pilastro 3a?

Non nel conguaglio della previdenza professionale. L'avere 3a rientra nel diritto dei beni. Nel regime della partecipazione agli acquisti, l'avere 3a accumulato durante il matrimonio viene di regola anch'esso diviso a metà.

Che cosa succede se il mio ex coniuge percepisce già una rendita?

In tal caso il giudice divide la rendita in corso secondo il proprio apprezzamento (art. 124a CC). La vostra quota è convertita in una rendita vitalizia, che vi spetta anche dopo il decesso dell'ex coniuge.

Dopo il divorzio posso effettuare un riacquisto nella cassa pensione?

Sì. Potete effettuare un riacquisto fino all'importo trasferito. Questo riacquisto è fiscalmente deducibile e non soggiace alle limitazioni abituali, nemmeno al blocco dopo un prelievo anticipato PPA.

Si può rinunciare al conguaglio della previdenza nel contratto matrimoniale?

Non in modo vincolante e in anticipo. Una rinuncia è possibile solo nella convenzione di divorzio e viene approvata dal giudice se resta garantita un'adeguata previdenza per la vecchiaia e l'invalidità.

Per saperne di più

Fonti : Codice civile svizzero (CC, art. 122–124e), legge federale sul libero passaggio (LFLP, art. 22–22f), LPP (art. 79b), fedlex.admin.ch, Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS/BSV), ch.ch (divorzio e previdenza), Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC/ESTV). Stato ottobre 2026. Questa guida non sostituisce una consulenza legale.

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